venerdì, 15 ottobre 2010

La follia come guida.

 

‘’UN TRENO PER VIVERE’’

 

Di Radu Mihaileanu, 1998. Titolo originale: ‘’TRAIN DE VIE’’.

 

Film franco-rumeno vincitore del David di Donatello come Migliore Opera Straniera del ’98 (stesso anno di uscita del lungometraggio’’La vita è bella’’ del nostrano Roberto Benigni,al quale ,tra l’altro,fu inviato il copione dal regista rumeno per il ruolo del matto del villaggio).

Esso rappresenta in modo ironico e grottesco un tema di piombo quale la Shoa: in un villaggio ebraico (Shtetl) dell’Europa dell’Est corre l’anno ’41 parallelamente ad un treno in fuga verso la Palestina organizzato dalla comunità per sfuggire alla minaccia nazista . Spinti dall’idea dello ‘’scemo del villaggio’’, gli ebrei organizzano un’improbabile auto-deportazione che possa condurli in salvo dai tedeschi.

Tra personaggi strampalati ed ancor più bislacche rappresentazioni delle ideologie,il film si fa sguardo disincantato verso una crudele realtà storica; e lo fa senza retorica,accuse e pianti poiché ,come affermò lo stesso regista, ‘’piangersi addosso sarebbe il modo migliore di darla vinta a Hitler e ai nazisti’’. Mancano rappresentazioni concrete di violenza per apportare un messaggio di tolleranza; si confondono le cosiddette ‘’etichette’’ politico-ideologiche, sempre sfuggenti e fraintendibili quando ci si vuole incorniciare la complessità dei pensieri umani;gli argomenti spaziano da Marx a Dio;ebrei e zingari condividono vagoni e il loro far parte di una sola umanità,eterogenea,ricca e al contempo gemella.

Le musiche del musicista bosniaco Goran Bregovic,arie klezmer e rom,siglano diverse scene e sottolineano l’impronta fiabesca dell’intera pellicola.

I fotogrammi sembrano il susseguirsi di frammenti di un sogno dal quale ci si risveglia,bruscamente,negli ultimi 30 secondi del film: un epilogo che si fa monito per l’audiospettatore ad aprire gli occhi di fronte gli eventi tragici che toccano interi popoli e coscienze. Andare avanti senza dimenticare,ma con speranza e vita che , continuando leggere ma premurose, fanno imbestialire il ‘dittatore’.

Forse solo nella mente di un pazzo la storia potrebbe essere riscritta. Forse la fantasia e la follia potranno salvarci.

 

train2.jpg

Rò.

 

19:47 Scritto da: benniroo56 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: film, ebrei, olocausto | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

uno dei film più belli che abbia mai visto, mi fa piacere che tu lo conosca :)
visto la prima volta alle medie, per la ricorrenza dell'Olocausto, capito poco forse, ma di sicuro la sottile ironia non passava liscia e inosservata :)
Ma, essendo io fonte di film assurdi, te ne consiglio un altro dopo "Come l'acqua per il Cioccolato", o meglio due: uno sono sicura che tu l'abbia già visto, ma a sto punto leggi il libro che davvero è F A V O L O S O e non rende gli viene resa giustizia nel film, ovvero "Ogni cosa è illuminata" di J. Safran Foer.
Il secondo che devi assolutamente vedere e di cui spero tu abbia già letto il libro (in caso contrario fallo, ma prima di vedere il film) è "Il Profumo" di Suskind. Un capolavoro, davvero.
E...(oggi mi sento gentile, ho regali per te perchè il mal di testa è passato, sono felice e mi sento un pò chic-intellectual xD) dai una sfogliata a Queneau, autore francese del '900."Zazie nel Metrò" è stupendo, ma credo preferirai indubbiamente "I Fiori Blu" e magari se ti avanza tempo "Esercizi di Stile" nella traduzione di Umberto Eco.

Ah, spero il mio italiano sia ancora quello di una volta, lo ricordo difficilmente :)
Ti voglio bene, Simo.

Scritto da: Simona | lunedì, 15 novembre 2010

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