giovedì, 22 luglio 2010
Ancore.
Io sono una mente semplice.
Ho bisogno di idee e colori complessi,affinchè mi possano essere spiegati.
Sono come l'orecchio,che isola un punto nel flusso che ode, e lo segue.
Non come l'occhio che segue ed esplora,lavora di più.
Sono uno spirito semi-corporeo,che si ritrova soltanto nell'immersione.
Solo completamente dentro l'acqua riesco a percepire la definizione di me.
E tu,con le tue parole mi fai affondare e mi porti in riva.
Poi mi ri-trascini e mi baci le mani bagnate,le cosce umide.
Sento la necessità di accostarmi a te come il mare ad una roccia.
Comprendo il sapore di una mela solo dopo averla morsa.
E pecco.
Ma è il mio modo medio di capire una realtà dislessica,obesa e demistificatoria.
Solo quando sogno non mi sforzo ad inter-agire.
Quando sogno è orgasmo libero e sfrenato;niente resistenze,cadono i giudizi,crolla e si abbatte il pensiero.
Io sono una mente spoglia di ornamenti,fatta di incontri.
Dentro me c'è l'alba,e la fine di un tramonto.
C'è solo la ricerca dell'uno. Olismo di pelle.
Nulla mi è dato sapere,poichè non vedo nè il bianco nè il nero.
Scotomizzazione dell'infelicità,andare avanti senza domande.
Negazione inconscia,amore rincorso e fiatone.
La complessità della bellezza,io non riesco nemmeno a sfiorarla.
Ma tendo la mano nell'attesa che tu mi offra un appiglio.
19:31
Scritto da : benniroo56
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sabato, 03 luglio 2010
Musi-raccontare all'università.
Sola, grigia come il cielo fuori dall’impolverato davanzale di una finestra in soffitta e i ricordi sbiaditi e fissi nella mia mente. Mi guardo intorno, una stanza che profuma di tempo e passi così felpati che a stento riesco a riconoscerne il rumore.
Mi avvicino ad una scatola dal coperchio pallido e sporco… dentro un vecchio vinile regalatomi da Matteo nel giorno in cui il vento profumava ancora della nostra candida passione. Il vecchio giradischi giaceva su una cassapanca; le mani tremano e immaginano un tiepido calore. Lo prendo fra le mie mani: è Šostakovič. Ne leggo il titolo: Valzer 2 dalla Suite for Variety Stage Orchestra. Lo ricordavo. Come avrei potuto scordarlo.
Il disco si sdraia come lucertola al sole, un lieve brusio… una nota si solleva per aria.
Specchi incandescenti attorno al mio corpo, veli di piacere incatenano il mio respiro, candele timide sul mio volto. Un letto che aspetta il mio sonno. Ancora vuoto, con le lenzuola lievemente mosse.
La melodia va:è una dolce sposa che attende la sua libera proposta, gli strumenti rimbalzano le loro armonie su un vaporoso concerto.Tutto nella mia fragile mente.
Mi sento trasportare da quel brano così intenso, che ha in sé qualcosa di antico e tanto di malinconico. Quel genere di malinconia che ti fa ripensare alla vita e ai suoi momenti e che ti fa abbozzare un sorriso triste sul volto. Quel brano si legava ai miei ricordi, alla mia vita. Stretto stretto, tutto intorno volteggiava infrangendosi contro le pareti della soffitta. Ogni volta che riascolto questo valzer è come se lo sentissi sempre diverso, pur rimanendo uguale. Era composto solo da note, musica e i miei pensieri ne componevano il testo, ogni giorno, nuovo. Chiudo gli occhi ed il valzer è nell'aria,leggero. Penso a Matteo. Il valzer andava. Anche Matteo era andato.
Riapro i miei occhi. Il violino, i flauti, le percussioni fanno crescere un insopportabile fantasma sulla mia vista. Luci lievi nell'aria della soffitta.
Lui è lì, ad ogni tocco si compone come musica su un pentagramma.
I capelli sono corde che appendono il mio cuore, le sue mani bianche e trasparenti, le ricordo ancora trappole durante le sere estive.
Le braccia sono un arco che circonda i miei fianchi, ed io lì abbracciata ad un’illusione danzo con il mio amore fantasma, trasparente, invisibile eppure pesante sulla mia percezione. Giro giro come un valzer viennese, la sua dama in un giorno di uggia in una soffitta arida e rimembrante.
Amore velato e irraggiungibile, penso danzando su fantasie.
La musica si alleggerisce e riprende il suo ritmo frustrante del mio sentimento marcio di Matteo. Ballo ancora, i piedi si sollevano ad ogni rullo di timpani, il mio petto si scontra con l’illusione nell’atmosfera più incantata. Le mani mi tremano stringendo le sue mani fatte di luce e di calore. Il mio fantasma. La mia musica; questo valzer che in fondo è la vita: si gira intorno e si ritorna sugli stessi punti. Ma non sono giri a vuoto.Sento amabile percezione accarezzarmi il volto. Matteo che rinasce da un ricordo svanito nella realtà reale tra i miei sensibili sogni.
Danzo con un fantasma creato dall'emozione di un vinile.La polvere ha creato la mia tenera virtù fantasma. Mi lascio avvolgere dalla frenesia e lo stringo a me come un cuscino assonnato.
Adesso non sento, nessuna emozione pervade le vibrazioni che ho dentro, il disco brucia e gira senza fine in un muto caos.
Matteo sparisce… illusa… il mio ricordo fantasma… io nella mia soffitta…
Le lenzuola ora mi avvolgono e il letto mi accoglie col pensiero che quel brano era finito, quell'amore anche: li amo ancora entrambi.
Ma nella vita, tutto ciò che si ama, sfugge.
Rò Aprile 2008
16:18
Scritto da : benniroo56
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sabato, 26 giugno 2010
Qatsi.

La natura è in bilico sull'orlo dell'artificiale.
Un tramonto chiaro,l'acqua del mare: un precario,fragile ed unico equilibrio.
Eterogeneità di colori.
Omogeneità di moduli,strati,forme e punti.
Ci stiamo fabbricando con le nostre stesse mani gabbie comode:Scatolette infernali.
Troviamo rassicurazione nella morte lenta ed invisibile.
O troppo freddo,o troppo caldo.
Niente giuste dosi,il paradosso del progresso-regresso.
Non c'è più spazio per guardarsi,per esaltare l'unicità del singolo.
Tanto fumo,poco riverbero,troppo rumore.
Stride la morte e la solitudine l'accompagna come un basso continuo.
Il melos è fatto di monete che cadono.
Infezione.Contagio.Quando un bacio?
Cataste di rifiuti.
Immondizia.
Spazzatura.
Claustrofobia.
Luci colorate di un lontano Luna-Park.
La Luna è lontana,buon per lei.
Ci guarda e ci sorride quando non è in plenilunio.Ops,sta sghignazzando.
Vicina ad un grattacielo che non sfiora nessuna alba.
Serialità.Serietà.
La sera non riesci a dormire.
Le confenzioni sono inutili.
Prezzi imposti e normalizzata follia.
Autostrade.Auto nelle strade.Semafori ci guidano.
Jesus?
Un tapis-roulant e una bici.
La benzina si può respirare.
Mali.
I medici sono sempre occupati,come i telefoni.
Parole meccaniche.
Macchine come carri-armati.
Aereo da viaggio.Aereo da guerra.Dove è l'aria?
L'acqua,ancora,disseta?
Il fuoco è certo che brucia.
Il cemento soffoca.
Più un ruscello non scorre e vive,più un fiume non parla,
più l'uomo tace ed impazzisce.
Rò
13:19
Scritto da : benniroo56
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venerdì, 25 giugno 2010
Entertainment is the key!
Lei ha una forma peculiare,le linee si snodano tortuosamente andando a disegnare come uno stivale.
Il mio paese,la terra dove sono nata.Precisamente io mi ritrovo nel triangolo preso a calci dalla punta di questa scarpa invernale,la Trinacria.
Sicilia che corteggia le coste africane e fa l'occhiolino alla Sardegna,vorrebbe baciare il Medio Oriente ma si struscia con la Calabria.
In fondo,si sa da tempo ormai: l'Italia è il paese degli amanti,dei Casanova e dei dolcevita.
Quanti Luoghi Comuni! E dire almeno uno lo si potesse smentire: abbiamo davvero il mandolino,la pizza,le belle donne,i campagnoli,i leghisti,il dio-calcio,gli eclettici Berlusconi,le succhiatrici al Parlamento ed in Teledepravazione,cantanti a non finire,canzoni d'amore direttamente proporzionali alle tasse,vasti campi di immondizia,il karaoke e gli imprenditori parvenus.
Ah ecco! La mafia non c'è.
E nemmeno la Padania,che scherziamo?! Ma Miss Padania si!
Non ci sono crisi,o semmai ci siano state ''sono passate''.
Non ci sono le puttane,bensì le escort.
E potrei continuare con una lunga lista su ''quello che non c'è''. Ma c'è.
Forse il problema sta negli abbagli,nell'intrattenimento:la terra del sole e del mare luccica di illusioni e menzogne,ma sono agghindate così bene che la gente ne resta dolcemente e tragicamente abbagliata.
Ora io non la voglio mettere sempre sul melodramma,però mi piacerebbe che la gente aprisse un pò più gli occhi,invece di affondare la testa nella sabbia e stare a 90° non per dormire come gli struzzi,ma per avere attitudine da pecora( e che la pecora mi perdoni).
Non ho soluzioni,non riesco a ragionare finchè vedo che il problema del traffico non riescono a risolverlo.
Però propongo di spegnere all'unisono quella scatola diabolica,di non farci contaminare da slogan e telecamere,di guardare coi nostri occhi e non traumatizzarci troppo quando finalmente vediamo questo ''inchiappettamento polifonico'' (tutto alle nostre spalle ovviamente,come potevamo accorgercene?) : ci siamo svegliati!
Consapevolezza,amaro in bocca e via con le accuse.
Intrattenimento è la parola chiave.
L'Italia è gentile e subdola: mentre affondi o inciampi,non ti prende a calci,ti racconta una barzelletta.
''Datemi un minimo di euri e io vado avanti.
Posso avere un caffè e una raccomandazione?
Basta che c'è sto sole,basta che c'è sto mare...''
Ah le mie coste e i miei alberi... .
Rò
11:06
Scritto da : benniroo56
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venerdì, 04 giugno 2010
Formichine,scusate.
La prima cosa che farò,non appena potrò disporre di quattrini,sarà prendere uno spazio tutto mio.Insomma,una sottospecie di casetta.
''Etta''perchè la voglio piccola.''Etta''perchè la desidero stretta,come un caloroso abbraccio.
Ho bisogno infatti di farmi abbracciare dalle mie personali emanazioni,dai raggi di me,visto che ultimamente incombe un minimo di pensiero amichevole o amoroso. Non sempre,non con chiunque.Ma questa è altra storia.
Oggi pensavo che un quadro non sta appeso al muro perchè è nato dal cemento: Lui sta lì per mani tue,per accarezzarti quando lo osservi. Una candela brucia per illuminare parole e letture,camomille del sonno o dei più profondi ripensamenti. Gli album fotografici sono lì per raccoglier polvere e poi per liberarsene improvvisamente: segno della malinconia umana e del suo nervoso,o felice,superamento.I compact-disc si adagiano come pile di biscotti ripieni di musica su mensole un pò piegate,affinchè tu possa scorrere lo sguardo su titoli e nomi poliglotti alla ricerca di un'atmosfera o sensazioni tattili,avvolgenti. O forse solo per ritrovare un momento andato nel tempo,col tempo.Le tende regolano la tua voglia di sole,sono il nascondiglio nei giochi.E durante i giochi i cuscini sono premuti forte o lanciati al volo.I muri pronti a pennelli e testate.Il pavimento metamorfosi del letto.
Letto che aspetta peso.Anche questa è altra cosa.
Oggi abbiamo combinato una cosa un pò pazza.Ci siamo spaventati delle formiche volanti:la mia famiglia ed io. Ce ne erano a centinaia,con ali o sprovviste del supplemento.Giravano in tondo sbattendo contro la ceramica delle mura del bagno.''Che strano posto,è verde,ma non sono foglie!''.Le formiche non conoscono l'esistenza delle mattonelle.Divago.
In preda al panico,ci siamo muniti di un'arma-killer-vaporizzante:l'insetticida. Solo che,tra il dispiacere mio e di mia sorella,i miei lo hanno spruzzato appena prima di pranzare.
Puzza malefica tutt'intorno.Porte e finestre spalancate inutilmente. Micro-cadaveri nel pavimento del bagno,coscienza sporca.Ma fame,tante fame,che cancella egoisticamente ogni senso di colpa.Lol.
Ma ecco chi ci dà il benvenuto a sorpresa: il divano del salotto.Vecchio fedele.Ecco così che la casa dei miei emanava la loro personalità:un appoggio per qualsiasi occasione,difficoltà o divertimento.
Ed è così che ci si ritrova in quattro,stretti sul divano,a mangiare il risotto caldo,poggiando il piatto caldo sulle nostre gambe,e guardando un film in siciliano. Sorridendo,ovviamente. Anche noi c'eravamo in quel film.
E loro erano nel film della mia testa,tanto che adesso sono qui a scriverne,un pò stupidina. Ma io non smetterò di dedicare qualcosa a Voi,anche quando Voi avete smesso da un bel pò.Solo che non ve ne accorgete,non ancora.
Una casa,quattro mura:talvolta sono gabbie.Altre volte sono lo specchio dello stomaco. :)
Rò
19:12
Scritto da : benniroo56
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lunedì, 31 maggio 2010
Soggiorno in giù. L'amore di un diavolo.
Aspettando la primavera,di nuovo.Che come disse il tizio:tarda ad arrivare.Per la seconda volta,nel mio caso.
Io però non so se questa primavera la voglio davvero.Chiamasi codardia nel vivere.
Il fatto che poi arrivi il sole che scotta e brucia dell'estate,un tempo mi faceva coraggio.Ora,mi fa pensare alle escoriazioni.
Un giorno il diavolo mi invitò a entrare nel suo inferno,e non ci stetti così male.
Fiamme,fuoco e mancanza di sensi di colpa.La sera bevevamo insieme vino o grappa e parlavamo schiettamente e non mi giudicava.La notte dormivo nuda in un letto caldo che per castigo non mi permetteva di sognare. E dormivo ''beata'',se questo aggettivo è lecito nel girone luciferino.
Satana a modo suo mi amava e quindi mi odiava. E io stavo lì a farmi bruciare di sentimenti.Perchè il signor L. ne prova eccome.
Vivemmo insieme per alcuni anni,e io non mi accorgevo di consumarmi.
Vivevo e lui applaudiva ogni volta che chiudevo gli occhi davanti ai problemi,quando non pensavo,quando mi leccavo le dita e godevo del nulla.Niente horror vacui.Niente grandi sofferenze.Ogni tanto un pensiero passeggero come l'arcobaleno faceva capolino e mi mostrava altri colori oltre il rosso e l'arancio accecante.
Ma vennero gli anni del dolore,dell'abbandono.E nonostanta Babbo Natale con coda e ali rosse mi tentasse,io fui sempre più attratta da ciò che non era mai.
Incominciai a sognare e a pensare a collegamenti extra-me stessa.
C'era la natura fuori,e fu di lei che per prima mi innamorai.
Del caldo tiepido delle sere d'estate e del mare che suonava un ensemble con gli scogli.
Mi piacque l'unisono dei pianeti,le loro danze perfette eppure inspiegabili nel più profondo.
Cercai il fresco quando ebbi la febbre,e mi rinfrescò di azzurro.
La passione cambiò viso e divenne un quadro di Van Gogh.
Provai per la prima volta la sofferenza e ne rimasi stupita: ti portava a pensare,ti spingeva al limite delle connessioni logiche,ti faceva sentire qualcosa di reale.
Da quel giorno non la abbandonai più,perchè sapevo che faceva parte naturale della vita.E mi consolava il fatto che sulla Terra ci fossero pure parole,fiori e abbracci.
Lacrime che vaporizzandosi facevano espiare colpe. Libri che mi portavano all'assoluzione.
Quella mano che diedi era ammenda.
Un sorriso mi cambiò l'amore.Nell'amare.
Io no so se tutto questo si chiami dio,ma so solo che dopo che ne feci esperienza Lucifero non mi chiamò più al telefono.Si faceva sentire una volta l'anno tramite e-mail e spedendomi casse di vino.Io lo pensavo quando ammiravo infuocati tramonti.Casa mia,sua.
Che poi se ci penso non è che non sono affezionata a lui,è che ve l'ho detto: odio pensare alle escoriazioni.
19:47
Scritto da : benniroo56
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lunedì, 24 maggio 2010
Lezioni.
Cosa ho imparato oggi?
Ho imparato che per consolare un'amica hai bisogno solo di starle accanto.
Ho imparato che la vita di una persona è distante dal mio essere,eppure mi tocca e mi riguarda.Ecco perchè ferisce,quando questa persona se ne va.
Ho imparato che non mi va di sprecare tempo inseguendo traguardi astratti,troppo distanti dal presente e dalla verità.
Ho imparato che verità e vita sono appannate nel loro senso dal potere e dalle cose materiali.
Ho imparato che anche se qualcosa ti manca,beh,vai avanti.
Ho imparato che l'Avanti è difficile da definire,è una metà opaca e misteriosa.Fa paura e contemporaneamente attrae.
Ho imparato che le sigarette e i giudizi fanno male.Molto.
Ho imparato a guardare gli occhi di una persona come se fosse la prima volta. Tutto è sempre nuovo e vecchio con te. Emozionante.
Ho imparato che gli alberi si aggrappano forti alla terra con le loro radici,ed ho immaginato che essi in ere passate fossero stati esseri umani.Gli ultimi eroi a difendere acqua,aria,terra e fuoco.Aggrappati a una causa,alla loro madre,non se ne sono staccati più.Per principio,o semplicemente per amore.
Ho imparato che non si protesta senza smettere di prosperare.
Ho visto te che guardavi altrove,ed ho imparato il dolore.
Ho conosciuto te in un giorno di sole,e ho imparato a lenire questo dolore.
Ho imparato a non cercare la felicità,ho voluto farmi sorprendere.
Ho creduto in dio ed ho imparato a guardare le stelle,cercandolo.
Non ho insegnato nulla,perchè niente impongo.
Liberi come anime in volo,uccelli senza catene:hanno gli uomini imparato a vivere?
20:19
Scritto da : benniroo56
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